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“Osimhen-Napoli operazione genuina, manca il movente”


Oggi, il Napoli comincerà a esporre al cospetto del Tribunale federale le proprie ragioni sul caso plusvalenze. La difesa, coordinata dall’avvocato Mattia Grassani, punterà innanzitutto a dimostrare la regolarità dell’operazione che portò in azzurro Victor Osimhen per 71,25 milioni di euro con quattro giocatori ceduti al Lille: il portiere greco Karnezis (valutato 5,1 milioni); e tre elementi della Primavera: Manzi (4 milioni), Palmieri (7 milioni) e Liguori (4 milioni).


“Abbiamo evidenziato la genuinità dell’operazione, dimostrando come il valore di Osimhen, e dunque dei quattro calciatori trasferiti dal Napoli al Lille, sia stato determinato sulla base di considerazioni di natura tecnica – le parole di Grassani in esclusiva al Corriere dello Sport -. Si è evidenziato poi come nell’impianto accusatorio manchi completamente il movente: perché il Napoli, notoriamente società virtuosa e senza problemi di bilancio, avrebbe dovuto ricorrere alle plusvalenze fittizie? Abbiamo dimostrato che il club di De Laurentiis non ha avuto alcun beneficio sostanziale dall’operazione”.


I club coinvolti, Napoli compreso, hanno anche contestato dei vizi procedurali: il castello dell’accusa è a rischio?

“A nostro avviso sì. Per quale ragione la Procura Federale si è rifiutata, tanto prima del procedimento quanto nel corso del dibattimento, di esibire un documento espressamente richiesto dalle parti, se questo non ha alcuna incidenza sull’indagine?”.


 La Procura ritiene che il valore di mercato di Osimhen sia nettamente inferiore: 52 milioni di euro, a fronte di 71,25. In base a quali parametri sono state stabilite le valutazioni dei giocatori?

“E’ stata introdotta una bizzarra metodologia non riconosciuta da alcun organismo o autorità, e fondata su dati asettici riscontrati da un sito come Transfermarkt, che non può essere considerata pratica convenzionale per la valutazione dei calciatori. Aderire a una simile ricostruzione frustrerebbe un principio cardine del diritto come l’autonomia negoziale delle parti e l’essenza del calciomercato. O più modernamente: players’ trading, che rappresenta una delle attività principali dei club. Confidiamo, anche sulla base di tali valutazioni, che il Tribunale Federale non arrivi a sanzionare dirigenti e società per non aver osservato, nella negoziazione del valori dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, un metodo che non esisteva”. 


Quanto vale, oggi, Osimhen?

“Oltre 100 milioni pur avendo giocato meno della metà delle partite a causa del Covid e degli infortuni”. 




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