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La Juve maschile impari da quella femminile. 11 buoni motivi per non prendere Icardi. Il futuro Golden Boy per il centrocampo di Allegri. Caso Suarez, commissioni, Ceferin e Gravina, che pokerissimo!


Le ragazze non deludono mai. Battono (poker)  il Servette all’Allianz e si qualificano ai quarti di Champion’s.  Traguardo storico. Non ha segnato ma il numero verso la fine di Bonansea (palla a fil di palo) è stato qualche cosa di incredibile. Brave. Fatele vedere ai maschi. Fatele vedere ad Allegri. Impari la Juve maschile da quella femminile. Un tempo erano i maschi ad ispirare le ragazze. Ora siano le ragazze ad ispirare gli anemici maschi della Juve. Il futuro è loro. Se lo stanno conquistando. Gol dopo gol, minuto dopo minuto. Professionismo per le ragazze. Basta parole. Fatti.


Icardi alla Juve, no. Il fatto di essere possibilisti, nel merito (prestito, magari con diritto di riscatto) dimostra l’attuale “depravazione calcistica“ degli  ex campioni d’Italia.


Mi importa un tubo se alla Juve manca un centravanti. E meno ancora che Icardi piaccia  ad Allegri. Non mi importa che l’”Equipe“ abbia rivelato di come la signora Wanda Nara, consorte, nonché procuratrice del calciatore stia “spingendo“ per un ritorno del marito in Italia. Non meraviglia.


Tabella del perché “no“.


Primo: recenti foto rivelano un Icardi ingrassato.  Prima di farlo correre servirebbe farlo dimagrire.  Secondo: Icardi è uno che gioca per se stesso, non per la squadra. La sua attività fuori dall’area di rigore è inferiore a quella di un grizzly in letargo.


Terzo:  l’Icardi che suggestiona i babbei non esiste più. Non è quello che segnava valanghe di gol nell’Inter e neppure quello della Sampdoria. Converrebbe che i tifosi privi di memoria rammentassero: il comportamento di Icardi nella sua ultima stagione interista. E prendessero atto che a Parigi, Maurito Icardi è una ballerina di seconda  fila.


Quarto: non è detto che Icardi torni a segnare con continuità.


Quinto: Icardi è reduce da alcuni  infortuni. E nella Juve un infortunato (certamente sfortunato) cronico basta e avanza.


Sesto:  Icardi era un pallino di Fabio Paratici e questo  dovrebbe bastare a non  chiudere la pratica Settimo: Icardi è tesserato per il Psg, vale a dire la società che maggiormente si è opposta alla Superlega. La società “lingua in bocca” con Ceferin. La  società che ha “drogato“ il mercato e per la quale non vale (benedicente l’avvocato despota) il rispetto del fair play finanziario.


Ottavo:  il Psg ha un direttore sportivo che si chiama Leonardo. Solo una Juve “distratta“ potrebbe dimenticare lo scippo (anni fa)  di Verratti sul filo di lana del calciomercato.


Nono: solo una Juve “depravata“ potrebbe impegnarsi per una cinquantina di milioni (la richiesta del Psg) per riportare Icardi in Italia. Cifra esorbitante per un trentenne, con un ingaggio (tra l’altro) faraonico .


Decimo:  Icardi non  ha offerte. Neppure dal Milan (nonostante le speranze di qualche “cuore“ rossonero). Solo una Juve babbea, potrebbe farsi gabbare.


Undicesimo: se prendi Icardi, prendi inevitabilmente anche il “circo“ che lo accompagna. Prendi la balconata  della signora “esposta“  sui social. Prendi le sue “storie“: corna comprese. Cavoli loro, eventualmente? No: se  vesti la maglia  della Juve, cavoli di tutti.


Direte: alla Juve serve  un centravanti. Vero. Io farei un tentativo per Simeone, più affidabile a mio parere del pur bravo Scamacca. E poi getterei le basi per far arrivare a giugno Vlahovic. Se non altro per non ripetere la cazzata commessa con Haaland.


Alien (che ne ha messi altri due), tanto per cambiare resterà un  rimpianto per decenni. Oltre che la incancellabile colpa di Fabio Paratici e Maurizio Sarri . Il quale potrebbe (scrivono) avallare lo scambio tra Luis Alberto e Arthur: a dimostrazione del lato oscuro che alberga negli allenatori. Visto che  reputo la cosa  fanta-calcio, io farei subito, altro: Rovella a gennaio a Torino e Kaio Jorge in prestito al Genoa. Non credo che la Juve abbia risorse a breve  per una doppia operazione. Facciano piuttosto sul serio a giugno per Gravenberch. Il prossimo Golden Boy di “Tuttosport“, mi sbilancio, potrebbe essere lui.


Pokerissimo finale. Archiviato il caso Suarez. Ineccepibile, anche se eticamente (a mio parere)  discutibile.  Rosicamento epocale per i Torquermada del villaggio.


Ramadani finisce nel mirino della procura di Milano per le commissioni? Molti i giocatori in ballo: del Milan, dell’Inter, del Napoli, di altri. Ma titoli a nove colonne solo su  Chiesa e Pjanic.


La Fifa, comunque pare intenzionata  a mettere un  “tetto” sulle commissioni. Per la serie:  i buoi sono  scappati ma provvediamo a chiudere le porte.


Dopo la figura di palta fatta a Nyon  in tema di sorteggi  Champion’s, delusi quanti si attendevano  le dimissioni di Ceferin da presidente Uefa. Anime candide: ma quando potrebbe ricapitare a Ceferin una botta di culo simile?


Infine lui, Gabriele Gravina il presidente della Figc che continua a scivolare sulla buccia di banana Salernitana. Società di proprietà di Claudio Lotito, da oltre una stagione in evidente conflitto di interessi, essendo il Lotito contemporaneamente  anche proprietario della Lazio.


Scadenza irrevocabile per la vendita della società (era) il 5 dicembre. Contrordine, compagni : si proroga al 15 .  Non ci sono offerte ? Chi lo dice, mente. Ci sono . Ma non sono quelle alle quali ambisce Lotito. L’eminenza grigia alle spalle dei garanti .


Salernitana da “eliminare“ dal campionato? Benché la società sembri candidata alla retrocessione, questa sarebbe una ingiustizia: la Salernitana non ha colpe per essere finita nelle mani di Lotito. E un campionato ridotto in corsa a 19 società, sarebbe ancora più falsato di quanto non sia  finora stato.  Così la pensano anche le società che in Lega  hanno votato per il salvataggio del club, almeno  fino al termine della stagione.  Quarto rinvio in pochi mesi. Piaccia o non piaccia a Gravina, questa è l’ennesima orrenda pagina prodotta dal calcio italiano. Temo non sarà l’ultima.  Lotito, comunque, ha dichiarato di essere “ormai fuori dalla Salernitana“. A conferma di quanto azzeccato fosse  il soprannome con il quale era (è?)  conosciuto a Roma: Er Menzogna.  Bellinazzo scripsit.




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