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il ricordo di Maria Falcone a 30 anni dalla strage


L’eredità di un giudice, trent’anni dopo la strage di Capaci

Dalla morte del fratello Giovanni, Maria Falcone ha dedicato la sua vita all’affermazione dei valori della legalità e dell’antimafia nella società, e ora, a trent’anni dalla strage di Capaci, ricorda e si racconta ne L’eredità di un giudice, insieme a Lara Sirignano.

Il 23 maggio del 1992 è stato uno dei giorni più tristi e feroci nella storia dell’Italia, ricorrenza dell’attentato terroristico-mafioso compiuto da Cosa Nostra contro il magistrato antimafia Giovanni Falcone, che causò la morte di quest’ultimo insieme a quella della moglie e degli agenti di scorta.

Il delitto che ricorda Maria Falcone, con cui Cosa Nostra dichiarò guerra allo Stato inaugurando una nuova stagione terroristica, fu efferato e vile. Scosse l’intero Paese e rimase impresso nella memoria collettiva, anche perché, appena due mesi dopo, l’attentato venne ripetuto in Via D’Amelio, contro il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta.



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