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“Il derby lo sentivo sulla pelle. Ecco cosa prevedo con la Roma”


Lazio, Gottardi: "Il derby lo sentivo sulla pelle. Ecco cosa prevedo con la Roma"

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© foto di Federico Gaetano

La sfida più attesa della settimana è imminente. Domenica 20 marzo alle ore 18:00 le luci dello Stadio Olimpico di Roma illumineranno il derby della Capitale. Roma e Lazio pronte a darsi battaglia. Ad esprimersi su quel che rappresenta la stracittadina è l’ex giocatore biancoceleste Guerino Gottardi, intervenuto ai microfoni di Radiosei. Queste le sue dichiarazioni: “Il primo pensiero sul derby? Sono vecchio! (ride, ndr). Quello con la Lazio è stato un periodo bellissimo, il derby è sempre stato speciale, da giocatore era fantastico, lo sentivo sulla pelle. La nostra era una squadra di fenomeni, ci siamo divertiti molto insieme. In quel periodo sono passati a Roma i migliori giocatori. Il Cholo? L’Atletico è a sua immagine e somiglianza, incarna tutte le sue caratteristiche. Fra tutti però Simone Inzaghi è quello su cui avrei scommesso di più come l’allenatore”.

DERBY DEL 1997-98 –  Gottardi è pieno di ricordi, in particolare rispolvera la mente riprendendo l’indimenticabile derby del 1997-1998, stagione in cui la Lazio ha centrato 4 vittorie su 4 contro la Roma. In particolare, Gottardi ricorda il gol nel ritorno dei quarti di Coppa Italia: “Quel momento me lo sono goduto veramente nel post gara. Lì per lì non ti rendi conto di aver fatto qualcosa di speciale, di particolare. Il ‘dopo’ è stato fantastico, vedere la gente felice, esultare con i tifosi. Quando ho calciato ho capito subito che sarebbe entrata, era il terzo derby di quella stagione. E’ stato istinto, una decisione non pensata. La palla entrò piano piano in porta, me lo sono goduto. Era dura stare in una squadra così e farsi trovare pronto nel momento opportuno. Giochi poco, quindi il rapporto coi compagni e col pubblico è sempre stato fondamentale, anche con Sven”.

RIMPIANTI “In Champions abbiamo sbagliato quella gara a Valencia, se l’avessimo vinta, secondo me si poteva fare il triplete. E’ stata una gara particolare, sbagliata completamente. Perché? Non me lo so ancora spiegare, fu una serata assurda. Nonostante Eriksson ci avesse preparato e avvertito che saremmo stati attaccati, non ci abbiamo capito nulla. Se esiste un Gottardi oggi? No, non esiste! (ride, ndr) nessuno ha la mia pazienza! I tempi sono cambiati, io correvo tanto per riuscire a giocare 5-10 minuti a partita. Seguo poco la Serie A, ma immagino un derby molto equilibrato domenica“




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