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“Da Real-City lezione completa. Orsato? In Italia non arbitra così per colpa nostra, non cerchiamo il calcio vero”


Tra andata e ritorno Real Madrid e Manchester City hanno regalato all’universo calciofilo uno spettacolo impressionante. La qualificazione sul filo di un equilibrio che s’è spezzato in favore dei Blancos solo dopo 210′ più recupero. Sviluppi rapidi nella proposizione offensiva, dinamismo elettrico e fantasia da vendere. Giocate all’insegna della funzionalità, ma con una pulizia tecnica di rilievo immenso. Ha parlato della semifinale anche Mario Sconcerti, sulle colonne del Corriere della Sera: “C’è sempre da imparare tanto da partite come questa. Non solo nei tempi dell’emozione, dalla danza del risultato, quello fa parte quasi degli effetti collaterali. La differenza è nella qualità dei giocatori, nella sapienza con cui sono usati, nella bravura dell’arbitro, un italiano (Orsato, ndr) che non arbitra così in Italia per colpa nostra, perché non cerchiamo mai il calcio vero, che significa anche errore, ma solo il risultato che più ci serve”.


L’analisi di Sconcerti prosegue: “Non c’è stata un’interruzione della Var, non c’è stato un momento di dubbio nonostante l’importanza della partita, perché tutti in campo hanno pensato solo a giocare a calcio. Una lezione completa da due squadre di tradizioni opposte, di Paesi diversi, immaginate insieme dal piacere di dare il meglio. Non è solo un problema di giocatori: queste squadre hanno dentro una mentalità da artisti, con la ricerca della realtà attraverso la bellezza, la correttezza dei movimenti e del controllo”.




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