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Anderson, dall’addio al ritorno. E ora un compleanno da Felipe 2.0


Anderson, dall'addio al ritorno. E ora un compleanno da Felipe 2.0

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© foto di Insidefoto/Image Sport

“Il potenziale di Felipe Anderson al 100% è tanta roba”. Così Sarri nell’ultimo commento sul brasiliano. L’ennesimo, considerando le tante volte che l’allenatore della Lazio ha parlato della sua mancanza di continuità ma, ancor di più, delle qualità di “Pipe”. Il classe ’93 spegne oggi 29 candeline. Compleanno che festeggerà, di nuovo, con la sua squadra, la Lazio. Con i suoi tifosi, quelli biancocelesti. 

L’amore tra Felipe e il popolo della Lazio è scoccato immediatamente. Le sue giocate, quella faccia da bravo ragazzo, l’umiltà ma, al contempo, il talento cristallino che mostrava in campo. Impossibile resistergli. E i biancocelesti non hanno fatto eccezione, facendo posto nel proprio cuore al brasiliano. Tanti i gol siglati, le esultanze, gli assist per i compagni. Poi l’addio. Inaspettato, ma non troppo. Il passaggio al West Ham, la lontananza da Roma ma, a onor del vero, le “fughe” dall’Inghilterra per poter tornare dove Felipe era diventato “Pipe”, la Capitale. In Premier la luce s’è spenta dopo poco, a nulla è servito il trasferimento al Porto e la stagione vissuta con Conceiçao in panchina. Neanche in quel momento, quando erano sempre meno vivi i ricordi di Anderson con la maglia della Lazio, l’affetto nei suoi confronti s’è affievolito. “Pipe, torna da noi”, puntuale il commento sotto ogni post condiviso sui social

E alla fine quella preghiera, quell’invito, quella proposta buttata lì un po’ per gioco e un po’ perché il calcio, e la Lazio, ha abituato tutti che non è mai detta l’ultima parola, è stata rispettata. Felipe è tornato a Roma, pronto a rispondere agli ordini di Sarri, un allenatore che di lui aveva parlato sempre bene. S’è messo a lavorare, come se nulla fosse cambiato, come se gli anni non fossero trascorsi, come se quel saluto non fosse mai arrivato. I primi mesi sono stati entusiasmati, sotto ogni punto di vista. Poi il litigio con Lautaro e mezza Inter nella sfida di campionato, il calo. Il Felipe 1.0 si sarebbe arreso, non trovando più modo e motivazioni per rialzarsi. Ma quella attuale è una versione di Anderson che ha fatto l’upgrade, e allora con voglia e un pizzico di lazialità (se ci è ancora concesso in un calcio che sembra aver perso ogni parvenza di romanticismo), Felipe è tornato a far gridare di gioia i tifosi. E ora si gode un amore che ha superato tempo e lontananza. Una stima, un affetto che si farà sentire, più forte che mai, in un giorno così speciale. Nel ventinovesimo compleanno di Anderson. Nel primo del Felipe 2.0. Auguri “Pipe”. Come se nulla fosse cambiato.

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